mercoledì 5 dicembre 2018

Vanilice...non era proprio tutto da buttare



In una delle conferenze stampa a seguito dell’assegnazione del premio Oscar per “La vita è bella” Roberto Benigni ha pronunciato questa frase: “Ringrazio i miei genitori per il dono più grande che mi hanno regalato: la povertà. Perché la povertà da la vera misura alle cose”.
 Apparentemente leggera e scherzosa e invece meravigliosamente vera e profonda, pare non sia stata immediatamente compresa dalla platea ed è caduta nel grande dimenticatoio delle superficialità che i tempi supersonici e moderni presentano al mondo intero come conto. Io invece ne conservo un ricordo limpidissimo dal lontano 1999 e la vivo come mia anche se povera, per fortuna, non sono mai stata. Mai povera, direi addirittura privilegiata per quel che potesse significare in un paese come era la Jugoslavia per l'ultima generazione cresciuta nei tempi sereni, quella degli anni ’60. Sognavo però, con molta serenità e senza nessun tipo di frustrazione, insieme ai miei amici,  le cose che non facevano parte del nostro mondo sapendo perfettamente che da qualche parte aspettavano che le raggiungessimo. E per una raggiunta rimanevano altre dieci da raggiungere ma prima di tutto da desiderare, prendendo in considerazione l’eventualità di dover continuare a desiderare ancora. E’ un vaccino di serenità che ci portiamo, di positività ma anche di distacco dall’ansia di dover avere tutto e dalla sofferenza di poterlo perdere. Una piccola fortuna direi.
Dopo tutto quello che è accaduto mi costa molto confessarlo ma in parte è merito del caso (perché sempre di un caso si tratta) che voleva che nascessi in questo sciagurato paese che ancora oggi da molti continua ad essere chiamato Ex. Non era poi proprio tutto da buttare ma è andata così e io ormai faccio parte del mondo che una volta chiamavo “altrove”.
Questi dolcetti semplici e candidi sono per me la metafora del paese dove sono nata. Si chiamano vanilice perché profumano di vaniglia e  una volta si facevano solo con la farina mentre al posto del burro veniva usato, ovviamente, lo strutto: l’aggiunta delle noci è una miglioria adottata nei decenni, il burro altrettanto. La marmellata di albicocche invece è indispensabile e imprescindibile. Tutto il resto è una libera interpretazione! Le vanilice venivano tagliate non con lo stampino di acciaio per biscotti ma con il bicchierino per la grappa e sono leggermente più piccole, a volte anche troppo…il motivo sufficiente per mangiarle in modo incontrollato. Intanto ci sono sempre le nonne che lo sanno e quando le fanno, ne fanno almeno 3 dosi!
La mia ricetta è la ricetta della migliore amica di mia mamma, una certa tetka Ziza, e per me, ovviamente sono le migliori al mondo. Si sciolgono in bocca: provare per credere.




Na jednoj od konferencija za stampu posto mu je dodeljen Oskar za film “Zivot je lep” Roberto Benigni je rekao sledece: “Moja zahvalnost ide mojim roditeljima za ono najdragocenije sto su mi poklonili: siromastvo. Siromastvo daje pravu vrednost stvarima”. Prividno lezerna i saljiva recenica u stvari je bezgranicno divna i istinita ali u prvi mah nije bila shvacena na pravi nacin da bi nesto kasnije pala u zaborav, pregazena povrsnoscu koju moderna vremena podnose kao racun. Secam se jako dobro te recenice izgovorene 1990. godine i osecam je  kao moju iako nikada nisam, na moju srecu, bila siromasna. Stavise, spadala sam u privilegovane, koliko je ta rec imala smisla u zemlji kakva je bila Jugoslavija za poslednju generaciju koja je odrastala bezbrizno, onu iz 60-ih godina. Bez preteranih frustracija i sa puno vedrine sanjali smo stvari koje su postojale van naseg “sveta” znajuci da nas one na nekom tada nepoznatom mestu cekaju. Na nama je bilo da do njih stignemo. Za svaku dostignutu ostajalo je najmanje deset nedostiznih koje su nastavljale da budu zeljene znajuci da ce u tom stanju, mozda, zauvek i ostati. Bila je to, sada mi je to kristalno jasno, vakcina srece.
Posle svega sto se dogodilo ne mogu a da ipak ne priznam, iako me taj napor dosta kosta, da je zasluga tome donekle i to sto smo se rodili bas u toj nesrecnoj zemlji koju mnogi i dalje zovu “bivsa”.Nije bas sve bilo za bacanje ali se zavrsilo na najgori moguci nacin a ja sam vec uveliko sastavni deo onoga sto smo zvali “zapad”.
Ovi jednostavni i nezni kolacici za mene su metafora zemlje u kojoj sam rodjena. Mirisu na vanilu i nekada davno su se pravile samo sa brasnom i sa mascu. Orasi i puter su iz vremena kada su svi postali bogatiji. Dzem od kajsije je neprikosnoven i bez njega nema pravih vanilica. Vanilice se ne vade modlom nego se vade rakijskom casicom i nesto su manje. Zato jedna drugu vuku i pllanu u trenutku…da li zbog dimenzija ili zato sto se tope u ustima, to niko ne zna. Mudre bake kazu da iz tog razloga treba uvek praviti bar 3 mere!

Ovaj recept je recept tetka Zize, najbolje prijateljice moje mame a za mene su najbolje na svetu.




Per 80 vanilice circa
(diametro 3cm)

250g di burro
100g di zucchero
1 uovo
1 pizzico di sale
Succo di ½ limone
100g di noci tritate
400g di farina tipo 0
Marmellata di albicocche
Zucchero a velo profumato di vaniglia

Montate il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, aggiungete l’uovo, il sale e il succo di limone e fate amalgamare bene.  Aggiungete le noci tritate e la farina e impastate fino ad ottenere un’impasto omogeneo. Potete farlo con la macchina ma anche a mano. Appiattite l’impasto, avvolgetelo nella pellicola trasparente e fate riposare nel frigorifero  almeno per un’ora.

Rivestite due grandi teglie con la carta da forno. Sulla spianatoia leggermente infarinata stendete la pasta con il mattarello fino allo spessore di 4-5mm (più 4 che 5). Con il taglia biscotti dal diametro di 3-3,5cm ritagliate i cerchi e disponeteli sulle teglie. Se vi sembra che la pasta sia diventata troppo morbida rimettete le teglie nel frigorifero per 10-15 minuti.

Intanto accendete il forno a 170° (modalità ventilata). Cuocete i biscotti per 10 minuti al massimo perché devono essere cotti ma rimanere molto chiari (ci vuole veramente pochissimo tempo per passare da cotte a troppo cotte). Se c'è un leggero accenno di bordo colorato non è una tragedia ma è un indice che sono pronti. 
Lasciateli raffreddare alcuni minuti e “incollateli” uno a uno mettendo poca marmellata di albicocche su uno dei due. Poca si ma non senza significato: se cola leggermente non fa nulla, anzi, si solidificherà e verrà assorbita dal biscotto. Quando si sono rappresi passateli uno alla volta in una ciotolina con lo zucchero a velo. Abbondate ma ovviamente guidandovi dal buon senso perché lo zucchero deve coprirli ma non diventare il protagonista. Se trovate più comodo potete cospargerli con lo zucchero utilizzando il colino ma ricordatevi di girarli per ripetere l'operazione anche dall'altro lato. Conservateli in una scatola di latta ben chiusa e miglioreranno di giorno in giorno. Il fatto è che sono buoni fin dal primo istante e difficilmente arrivano al quinto giorno!





18 commenti:

  1. Pravi Beninijev citat!

    Recept tetka Žiže i naš porodični su indentični :-) Ipak je Beograd mali grad!

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  2. Benigni je genije!
    A Beograd kao da je jos uvek u Milosevom sancu ili u krugu dvojke...
    Tetka Ziza je mama Maje Babic i oduvek je bilaplava, kratke kose, uvek besprekorno doterana i izuzetno vitka.

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    1. Nije to osoba na koju sam sumnjala :-) Moja tetka Žiža je bila krupna, bacala je kladivo i bila internaciomalni atlatski sudija :-)

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  3. Ecco qui i biscotti che regalerò alla Tata che avevamo quando io avevo 5 anni (e io sono la maggiore di tre figli!) e che verrà a trovarci l'8 dicembre insieme alle due dei suoi tre figli. Grazie. Un bacio

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    1. Ma che bel pensiero Giulietta!! Ne sono proprio felice...un abbraccio cara !

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  4. Me ne hai fatto innamorare. Grazie!

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  5. Che meraviglia che sono, Marina. Dimmi, quando dici noci tritate, sono ridotte in polvere? o a pezzettini? bacio.

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    1. Si, si...ridotte in polvere. Io lo faccio a casa con la macchinetta con le lame e di qua e di là rimane qualche granello leggermente più grosso ma è un caso. Un abbraccio bellezza!

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    2. Grazie. tempo di mettermi in piedi e li faccio. Mi piacciono troppo.😘😘

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    3. Ne sono felice ma innanzi tutto riprenditi!!!

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  6. Kako je lep tekst, kada ga razumem ;-) Sve se slažem, a upravo ti "sirotinjski" kolači su najlepši (šapice, na primer)

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    1. Moram moram da se popravim: moje gore list a ja bezobrazna...da, sapice. O njima stalno prica moja mama!

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  7. Marina...ora ho capito perché sotto al mio post hai scritto di essere preoccupata. Anche io!! Stesso identico sentire, solo espresso in forme diverse. E il tuo è una meraviglia da leggere. Ma mi piace tanto questa consonanza.
    Questi biscotti li devo fare. E già mi viene l'ansia per tutte le volte che l'ho detto e non ho dato seguito al mio proponimento. Sarà al volta buona?
    Ti mando un grande abbraccio.

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    1. Certo che sarà la volta buona...prima o poi arriva! Ci ho pensato subito quando ho letto del bimbo davanti alla vetrina che sembrava uscire da un film di Benigni1
      Un abbraccio Alice !

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  8. non ricordo quella frase di Benigni, grazie per averla rammentata. Bella davvero e sì, anche le tue riflessioni sono sacrosante!!
    Come sacrosanti sono questi biscottini che mi ispirano tanta tenerezza e non avrò pace finché non li farò!!
    Ps: che amarcord, anche a casa mia con mia nonna usavamo il bicchierino da grappa per coppare i biscotti :-)

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    1. E' una frase che mi ha colpito tantissimo. Trovo così buffo il fatto che tutte le nonne facevano le cose simili al di là delle frontiere...

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