giovedì 14 dicembre 2017

L'Avvento dei trifle per Mtc...Delia's Christmas trifle



La prossima volta quando sarò invitata a prendere il tè al Buckingham Palace non dovrò come sempre pensare semplicemente al trucco e parrucco ma anche a come  chiedere scusa a Her Majesty per il fatto che fino a poco tempo  fa avevo solo una vaga idea di chi fosse Delia Smith e un trifle non avevo mai né mangiato né fatto in vita mia! 
Certo, fra un panino al cetriolo e uno scone le spiegherò anche quello che facciamo a MTC e che cosa è il Club 27...un luogo pieno di amici dove si cucina per passione, dove si condividono i successi ma soprattutto dove si ride di cuore delle defaillances.  
Non vado matta per i dolci e se proprio dovessi vendere mia mamma la venderei per uno stufato di agnello alla Guiness accompagnato dalle mashed potatoes fumanti.  Per certe cose il mio snobismo è senza limiti, superato solo da quello che caratterizzava  la ormai da un bel po’ defunta Queen Mother  ma lei, nata in una delle famiglie più blasonate dell’Inghilterra e essendo  per giunta stata regina, se lo poteva anche permettere. Io invece di tanto in tanto e per ovvie ragioni che mi distinguono dalla signora dai capellini con  pizzi e veli svolazzanti  e bicchierino facile, mi vedo costretta a scendere dalle nuvole e andare a recuperare quello di cui altri parlano con tanto entusiasmo cercando di seguire la traccia e trovarne il lato buono.  
Il nemico se non puoi vincere, alleati!

 “Food is for eating, and good food is, actually, very beautiful in itself.”

Mi è piaciuta la sua storia di moderna Cenerentola, quasi un film da vedere domenica pomeriggio seduti sul divano con la coperta con le pecorelle sulle ginocchia e una tazza di white tea profumato al lemongrass, petali di rose, ibisco e scorzette d’arancia accanto, ma al di là della fortuna di una nata sfortunatamente nel 1941 e l’opportunità che ne consegue di essere primi in tantissime cose non potevo non provare un’ammirazione sincera e profonda davanti alla sua determinazione e la tenacia. Sarà anche una questione di carattere, di visione, di educazione di una volta, di serietà e in un certo senso anche di umiltà ma era il suo saper stare al proprio posto che mi ha conquistato.  Senza pretendere di essere una chef, e con un’approccio “british” ispirato all’americanissima Julia Child lei non voleva altro che offrire a chi la seguiva in TV (anche nei libri ovviamente)  gli strumenti necessari per poter cucinare correttamente per non dire perfettamente i piatti buoni ma semplici. Mi è parso di potermi arrendere a questa donna quando ho capito che il quesito che lei poneva non era solo “come” ma soprattutto “perché” e ho capito di poterla addirittura amare quando ho visto con quanta attenzione quasi maniacale cercava di immaginare tutti gli errori che un  inesperto potesse commettere e trovare un modo per farglielo capire in maniera chiara ed efficace. Per non dire quanto mi ha sedotto il suo modo così “antico” di  posare per le foto inclinando la testa da un lato: mi fa pensare a Miss Marple mentre chiacchiera con il parroco di St. Mary Mead oppure a  Lady D mentre confessa come si stava, non tanto allegramente in tre, nel suo matrimonio ! Per quanto frivolo possa sembrare io la trovo rassicurante come una zia o la vicina di casa e penso che questo non fosse neanche casuale ma ben studiato. Chapeau.



“There are people who claim to be instinctive cooks, who never follow recipes or weigh anything at all. All I can say is they’re not very fussy about what they eat. For me, cooking is an exact art and not some casual game”

Il mio già confessato snobismo ma sopratutto la mia inclinazione verso l’utopia  mi impediscono di chiudere l’occhio davanti  al lato commerciale della faccenda ma il problema semmai sarà mio (mannaggia a me !!). Sono pronta però a perdonarle tutto per via del suo modo elegante e saggio di uscire dalla scena in un momento quando l’abbruttimento di un mondo televisivo che ormai non era più suo era diventato ovvio e onnipresente.

“If you do a TV programme now, it’s got to entertain”

Pensavo fosse un calesse e invece era amore !




English traditional Christmas trifle
(per 2 copette)

Per la crema
250 ml di panna fresca (nella ricetta di Delia double cream)
2 tuorli d’uovo
1 cucchiaio colmo di zucchero semolato
1 cucchiaino raso di amido di mais
1 stecca di vaniglia

6 savoiardi
2 bicchierini di cherry (io ho usato quello fatto da me)
2 cucchiai di marmellata di lamponi
125 g di lamponi freschi
1 banana

100 ml di panna fresca (Delia usa double cream)
2 cucchiai di scaglie di mandorle leggermente tostate (io ho dimenticato di tostarle ma voi fatelo )

Per la crema:

Tagliate la stecca di vaniglia per il lungo con un coltello affilatissimo e estraete i semini con la punta. Versate la panna in una casseruolina e aggiungete i semini di vaniglia. Portate lentamente a bollore. Intanto in una piccola ciotola montate con la frusta a mano i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais. Continuando a mescolare con la frusta versate a filo la panna calda sui tuorli. Quando avrete amalgamato bene versate tutto nella casseruolina e rimettete sul fuoco lento. Fate cuocere mescolando sempre finche la crema non si addensi. Togliete il recipiente dal fuoco, mescolate bene ulteriormente con la frusta e versate la crema in una ciotola di vetro. Coprite a contatto con la pellicola trasparente, lasciate intiepidire e conservatela nel frigorifero per farla raffreddare completamente.

Per comporre la coppetta:

Nel frattempo unite uno a uno i savoiardi a mò di “panini” spalmandoli con la marmellata di lamponi. Schiacciate leggermente. Tagliateli a tre e disponeteli stretti sul fondo delle coppe. Premete con la forchetta se serve per sistemarli bene. Bagnateli con lo cherry e girate la coppa se dovesse servire per far assorbire tutto il liquore. Disponete sopra i lamponi schiacciandoli con la forchetta e coprite con le rondelle di banana. Premete leggermente per creare uno strato uniforme. Coprite con uno strato abbondante e uniforme di crema e finite la coppa con uno strato di panna montata. Livellate bene con una paletta e decorate con le scaglie di mandorle tostate.



krem
(za dve cinijice)

250 ml sveze tecne pavlake
2 zumanceta
1 puna kasika kristal secera
1 ravna kasika gustina
1 stapic vanile
6 piskota
2 casice visnjevace
2 kasike dzema od maline
125 g svezih malina
1 banana

100 ml sveze tecne pavlake
2 kasike ljuspica od badema prethodno lagano prepecenih (ja sam zaboravila)

Za krem:

Rasecite po duzini sipku vanile i vrhom noza izvadite semenke. U serpu stavite pavlaku i semenke vanile i stavite na vatru da provri. U medjuvremenu u manjoj ciniji umutite zumanca sa secerom i gustinom. Mesajuci  stalno sipajte zagrejanu pavlaku sa vanilom. Prespite sve u serpu i kuvajte na blagoj vatri ne prestano mesajuci dok se krem ne zgusne. Mozete da kuvate krem i na pari ukoliko ste tako navikli. Sklonite sa vatre i mesajte jos malo pre nego sto prespete krem u staklenu ciniju. Pokrijte prijanjajucom folijom i kada se smlacila stavite je u frizider da se potpuno ohladi.

Za serviranje:

U medjuvremenu spojite jednu po jednu piskotu sa tankim slojem dzema od maline i pazljivo pritisnite. Isecite na tri jednaka dela i oblozite njima dno cinijice. Pritisnite malo viljuskom i natopite visnjevacom. Rasporedite odozgo maline i bananu isecenu na tanke reznjeve. Pokrijte kremom, poravnajte nozem i  zavrsite slojem umucenog slaga. Pospite prepecenim ljuspicama badema.


https://www.mtchallenge.it/2016/11/30/delias-christmas-trifle/



23 commenti:

  1. Ovo je baš perverzno dobro! Još da imam odgovarajuće čaše za serviranje :-(

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    1. Ma čaše ces da nadjes...znam ja !

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  2. Eeeeee la Mamma è sempre la Mamma, non si vende maiiiiii ^_^ Ciao Marina buone Feste e complimenti per la ricetta!!

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  3. Ci siamo ispirate tutte alla tua ricetta! Buonissimo questo trifle e grazie per la condivisione. Un caro saluto.

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    1. E io ne sono proprio felice...un saluto!

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  4. ottima ricetta,che dire... ne siamo tutti innamorati persi!

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    1. A me era piaciuta la sua semplicità e la freschezza dei lamponi...

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  5. Infatti io ho scelto di fare questo ... buonissima!

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  6. Grazie per la tua ricetta, l'ho scelta proprio per il tuo post (che mi è piaciuto moltissimo) e la presentazione :)
    Me ne sono innamorata e la rifarò ancora!

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  7. Prego...e sono felice che qualcuno apprezzi quello che c'è dietro una ricetta!
    Grazie 😊

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  8. ADORO questo trifle, di cui mi piace tutto... a cominciare dai lamponi! ;-) Non solo perché sono il mio frutto di bosco preferito, ma perché con la loro nota acida smorzano i grassi del dolce, portando gusto ed equilibrio.
    La presentazione è di classe, ma da te non mi aspettavo niente di meno!
    Un abbraccio.

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    1. Infatti...un frutto acidulo come i lamponi sono necessari perché rendono tutto meno dolce e tutto sembra meno grasso. E io li adoro in tutti i dolci! Grazie Mapi 😊 secondo me il trifle deve essere calmo e ordinato nella coppa...

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  9. No lamponi, no trifle, così ho optato per una altro. Però mi piace sempre tanto quello che c'è dietro, prima, sotto e sopra una ricetta. Forse ancora più di quello che c'è dentro!

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  10. Questa in realtà è la ricetta migliore (adoro i savoiardi, ci sono cresciuta a Cagliari sono un biscotto tipico). Anche io come te non conoscevo questo dolce. W #mtchallenge
    Buone Feste cara! Marica

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  11. complimenti questa coppa è bellissima e deve essere anche buonissima..ne vorrei assaggiare un pochino... ;)

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  12. Mi sono persa nelle tue parole...nel tuo trifle...quando mi imbatto in qualcosa, che sento essere molto bello,non so che dire...

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