lunedì 27 novembre 2017

Treccia dolce per Michael...



 “Sarò a Londra dal 20 al 24 ottobre”
“Io parto stanotte invece. Non ho idea di ciò che mi attende.  Devo seguire uno studio, o almeno l’inizio di uno studio. Si, diciamo di lavoro si tratta anche se in teoria sarei in pensione.”
 “Ma che c’entra essere in pensione, è una cosa bellissima! Se hai un attimo di tempo e se ti fermi di più sarebbe carino riuscire a prendere un caffè o una birra insieme…”
“Una vodka magari J se riesco,molto volentieri!”
“La vodka te la prendi tu, io la odio J facciamo che ognuno ha la libertà di scegliersi la bevanda!”
“Ahahaha! Ci sto.”
“Perfetto allora! Ci sentiamo presto…”



Presi dai rispettivi impegni il nostro appuntamento era saltato ma non ci ho badato molto come non si bada a queste cose fra amici perché gli incontri prima o poi capitano e in attesa vengono semplicemente rimandati  mentre il filo teso fra persone che si “sono annusate” e “riconosciute” resta sempre,senza mai spezzarsi. E’ fatto di piccoli riti fatti di battute, comprensioni non dette ma sottintese, di fiducia basata sulla stima reciproca e il rispetto che con il tempo si trasformano in quella sensazione di meravigliosa complicità che riscalda l’anima e convince che anche il mondo virtuale può essere un posto caldo, positivo e accogliente fatto di belle persone. Il nostro filo era fatto anche di piccole confidenze mattutine scambiate davanti al computer prima di iniziare a leggere i rispettivi articoli:  quando ti ho detto che la tua storia con Micol era romantica come quella di Charles e Camilla e tu da bravo giudicone hai voluto sottolineare che alle spalle non c’erano tradimenti e infedeltà, quando mi hai affidato Eleonora per il soggiorno romano facendomi l’elenco di tutte le eventuali trasgressioni che lei avrebbe voluto compiere e che io avrei dovuto impedire (mantenuto con riserva) oppure quando mi hai fatto scegliere il braccialetto per Alessandra facendomi fare una maratona di ragionamenti che neanche quando mi sono sposata io ma anche quella quando abbiamo discusso sui temi molto grossi e importanti per tutte e due dove d’accordo non andavamo proprio! E l’ultima volta quando mi sono raccomandata: non scherzare Doc e riprenditi che ti aspetto a Roma e tu mi hai addirittura risposto…te possino Doc, te possino.
Ti devo una vodka adesso, non si discute. Però con tutto il sangue cosmopolita che correva nelle tue vene proprio quello polacco doveva prevalere? Non potevi preferire un whiskey o un Sauternes? Ma anche un semplice sidro? No, la vodka. E allora la vodka sarà, quella della macerazione dell’uvetta sultanina e delle albicocche secche che insieme alle castagne comporranno le braccia di questa treccia che faccio per te, per la prima volta per giunta.  Per me saranno il simbolo di come le persone molto diverse fra di loro, se solo vogliono, possono ignorare  quello che potrebbe separarle e costruire un legame di amicizia su quello che scoprono continuamente di avere in comune.
Le persone che abbiamo voluto bene non muoiono mai e, anche se il loro passaggio nella nostra vita era breve, rimarranno per sempre impressi nei nostri ricordi.  Fatico a immaginarlo però mi piacerebbe vederti nelle notti  calde, serene e silenziose da qualche parte sulla seconda stella a sinistra.

Mi manchi tanto Doc. 




Pane dolce del Sabato
(per 1 treccia)

250 g di farina 0
65  ml di acqua
10 g di lievito di birra fresco
50 g di zucchero
5 g di sale
65 ml di olio extravergine d’oliva
1 uovo
Buccia grattugiata di un’arancia non trattata
5-6 albicocche secche
2 cucchiai di uva sultanina
5-6 castagne cotte e sbucciate
Cannella in polvere
Vodka qb
L’uovo per lucidare
Semi di girasole

Settacciate accuratamente la farina.
Sciogliete il lievito nell’acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e fate riposare per una decina di minuti fino a formare una schiuma. Mescolate la farina con il sale e lo zucchero, versate l’olio e l’uovo e iniziate ad impastare. Potete impastare con le mani ma anche con una planetaria oppure con il frullatore a mano e i ganci a uncinetto (non si chiameranno cosi,lo so). L’impasto si deve staccare completamente dalla ciotola e incordarsi perfettamente. E’ un impasto che resta appiccicoso e per trasferirlo nella ciotola dove lo lascerete lievitare dovreste infarinare leggermente le mani spargendo poca farina nella ciotola.
Coprite il recipiente con la pellicola trasparente, coprite tutto con un grande panno di cotone e lasciate lievitare per un paio di ore finché il volume non sarà raddoppiato. I tempi dipendono molto dalla temperatura della casa (nel mio caso, in una giornata di novembre con la temperatura interna di 20 gradi e la ciotola messa nell’armadioci sono volute tre ore abbondanti).
Mettete l’uvetta a macerare nella vodka e fate la stessa cosa con le albicocche secche.
Accendete il forno a 180° in modalità statica.





Riprendete l’impasto, sgonfiatelo e tagliatelo in tre parti uguali. Sul piano di lavoro infarinato stendete ogni pezzo di pasta in strisce lunghe 30 cm e larghe 15. Cospargete una con l’uvetta sgocciolata, l’altra con le albicocche tagliate a cubetti e la terza con le castagne sbriciolate cosparse con un po’ di cannella. Arrotolate le strisce sul lato lungo per ottenere tre lunghi salsicciotti. Uniteli in cima e intrecciateli come una treccia. Con molta attenzione trasferite la treccia sulla teglia da forno coperta con la carta da forno, coprite con un panno e lasciate lievitare per altre 2 ore come minimo.
Sbattete l’uovo,  spennellate la treccia  e cospargete i semi di girasole.
Cuocete nel forno già riscaldato per 20 – 25 minuti.
Lasciate raffreddare sulla griglia prima di servirla.
Questa treccia è morbidissima e sofficissima (se cedete alla tentazione di assaggiarla quando è calda rischierete di mangiarla tutta) e se dovesse rimanere per il giorno dopo provate a scaldare le fette per non più di 10-15 secondi nel microonde. Torneranno come appena fatte.





10 commenti:

  1. fammi capire... il mio braccialetto... c'era il tuo zampino, dietro?
    E non so cosa dire. Se non che queste chiacchierate non torneranno mai più. E ogni mattina sarà diversa. E più vuota.

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    1. Eh si 😊 c'era da scegliere fra due e sono stata chiamata in causa come consulente...le risate che ci siamo fatti perché lui non riusciva a decidersi fra i due e mi chiedeva il parere e io, come si addice a una che anche con i sassi una conversazione porterebbe avanti, rispondevo con un lungo ragionamento e me lo immaginavo con gli occhi sgranati! Sono contenta di questi ricordi...meglio averli!

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  2. Me lo ricordo anch'io quel suo viaggio a Londra, quel impegno che lo avrebbe tenuto un po' lontano, ma mai avrei pensato che non sarebbe più tornato. Una persona gentile, premurosa e attenta che però è ancora fra noi anche se in modo diverso
    Grazie

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    1. Era proprio quello...ma è normale non pensarci, no ?

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  3. E io lo sapevo che qui dovevo venirci per ultimo. Lo sapevo. Rido piangendo, o piango ridendo, non ho ancora capito. Io non sapevo che avesse chiesto anche a te per quel braccialetto. Quel braccialetto ormai ha una storia che bisognerebbe riscrivere.
    E del resto anche la sua, di storia, va scritta, o forse no, forse è da conservare nei cuori di ognuno di noi in cui è brevemente passato, in un modo o nell'altro.
    E sì, non c'era niente da fare, i geni polacchi li dominavano alla grande sui francesi e british. Ho ereditato quelche bottiglia che già so che non berrò e tu mi hai dato un'idea, alla sua salute.
    Vorrei poterti abbracciare in questo momento.
    Ti voglio bene e non è solo per dire.

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    1. Penso che io modo piu giusto e piu bello per ricordare le persone è ridere perché se abbiamo riso di sana pianta con qualcuno allora avevamo un legame vero e sano. Ridere piangendo o piangere ridendo è un atto di libertà a parte amore o affetto...
      Anch'io ti voglio bene e non è solo per dire e casa mia per te sarà sempre aperta.

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    2. Mi piace molto la tua espressione su ridere e piangere come libertà oltre a amore e affetto.
      E' molto vicino a una situazione che sto attraversando e mi ha scaldato il cuore leggerlo.

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  4. Great article..I am looking so forward to your blogcomment and
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