martedì 31 ottobre 2017

Vellutata di zucca...per Una Zucca da fiaba







Nell’appartamento dell’ultimo piano di una  casa di mattoncini rossi ai bordi di  un bellissimo parco cittadino viveva una bambina con i lunghi capelli color arcobaleno. Sembrava uno scherzo ma non lo era: le ciocche dei suoi capelli folti e ricci dal rosso fuoco passando per l’arancione, giallo e verde diventavano blu e viola. Quando camminava per strada tutte le persone si giravano per osservarla, a scuola pochi volevano dividere il banco con lei e quando andava a giocare nel parco addirittura i genitori le consigliavano di mettersi un capellino di lana in testa per nasconderli.
Così finì per diventare sempre più triste, non rideva mai e preferiva  rimanere a casa da sola sperando di svegliarsi  improvvisamente un giorno con una chioma di capelli biondi o semplicemente castani . 











Un bel giorno d’autunno, fresco e  pieno di sole,  mentre attraversava il parco tornando dalla scuola, trovò una meravigliosa piccola zucca di cristallo sotto il salice piangente che faceva l’ombra a una famiglia di paperelle che con molta spensieratezza nuotavano  nello stagno.  La zucca, pur essendo fragile e trasparente, sembrava vera: il picciolo sembrava appena tagliato e le foglie erano leggermente attorcigliate ma la cosa che la colpì era la luce scintillante di una strana polverina  che ne uscì e si incamminò lungo i sentieri verso la strada. Alla bambina con i capelli color arcobaleno nascosti dal capellino di lana non restò che seguirla. Era così che si trovo davanti a una casetta di legno color azzuro del mare con davanti tante casse piene di zucche che sembravano prendere pigramente il sole del primo pomeriggio. La polverina brillante passò fra le zucche striate verdi e quelle grigie, fece un paio di piroette sopra quelle con i bozzi nodosi e alla fine puntò una zucca arancione leggermente schiacciata e appena costoluta, identica alla piccola zucca di cristallo.



“Prendila, è tua. Benarrivata”, disse una vocina dall’interno della casetta di legno. Era un topolino piccolo piccolo con addosso una maglietta  color arcobaleno, seguito da un altro topolino con la stessa maglietta. Accanto a loro c’era un cagnone simpaticissimo con i peli color arcobaleno mentre alla finestra era affacciato un cavallo di aspetto amichevole…dello stesso colore.
“Dove sono finita?”, chiese la bambina.
“Non vuoi toglierti il capellino di lana? Perché nascondi i capelli?”, chiese uno dei topolini a sua volta.
“Me ne vergogno tanto, sono color arcobaleno…nessuno ha i capelli come i miei e io vorrei tanto averli di un colore normale, come quelli delle altre bambine della scuola”.
“Sei  una bambina fortunata. Noi siamo i pro,pro,pro nipoti  di Gas Gas e di Giac, gli amici di Cenerentola, quelli trasformati dalla Fata Smemorina nei cavalli da tiro mentre quel cagnone bianco è il pro,pro, pro nipote di  Tobia, il lacchè. Il cavallo nel giardino è il discendente di Ronzino, il cavallo di Cenerella…il cocchiere! La Fata Smemorina ci ha lasciato il potere del suo incantesimo e la nostra missione è esaudire il desiderio più grande, uno soltanto, di chi capita sul nostro percorso.”
“Porta a casa la zucca che ti è stata assegnata e lasciaci invece quella di cristallo…ci sono tanti bambini infelici,ognuno al modo proprio. Quando arrivi a casa prepara una zuppa con questa zucca e mangiane un poco…vedrai che qualcosa accadrà”.
“Grazie infinite ! Posso tornare a trovarvi di tanto in tanto?”
“Verremo a trovarti noi…”




La bambina si tolse il capellino di lana e i riccioli color arcobaleno si sciolsero sulle sue spalle. Inizio a camminare a testa alta seguita da uno ronzio della polverina magica attorno alla sua testa. Con ogni passo che faceva i capelli diventavano sempre meno verdi, meno viola, meno blu, meno gialli e meno rossi e quando arrivò a casa la chioma era di un bellissimo color arancione con i riflessi dorati e lei era finalmente felice e sorridente. Quando la sera sua mamma le preparò la vellutata con la zucca nel piatto si vedevano i riflessi dei volti dei topolini che  la salutavano felici…ma solo lei poteva vederli e li vedeva ogni volta che mangiava la vellutata. Era il loro segreto.






600 g di zucca già pulita
1 patata media
1 rapa bianca
½ porro (solo la parte bianca)
1 spicchio d’aglio
½ costa di sedano (senza foglie)
sale, pepe bianco
olio extravergine d’oliva
ras el hanout  (1 cucchiaino)
prezzemolo tritato


Tagliate la zucca a cubi, sbucciate la patata e la rapa bianca e riducete anche loro a dadi della stessa dimensione.  Pulite e lavate il porro e affettatelo a rondelle. Sbucciate l’aglio e tagliate il sedano a pezzetti. Scaldate 2-3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva e soffriggete leggermente il porro, l’aglio, il sedano e la zucca. Trasferite tutto in una pentola, aggiungete la patate e la rapa,salate e pepate leggermente e cospargete con il ras el hanout. Coprite con l’acqua oppure con il brodo vegetale, portate all’ebbolizione, abbassate la fiamma, coprite e cuocete per una quarantina di minuti.  Frullate tutto con il mixer ad immersione (lasciate a parte un mestolo di liquido eventualmente per non avere la vellutata troppo lenta ma questo dipende dai gusti) e servite con un filo di olio extravergine crudo e il trito di prezzemolo.




22 commenti:

  1. Meravigliosa Marina, tu, il racconto e...i tuoi capelli rossi. Niente male anche la vellutata naturalmente ;-)

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    1. Mi commuove il fatto che avete pensato a me e trovo che sia un segno di complicità. Molto carino e ti ringrazio 😊

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  2. Proprio bella la tua favola, Marina. Mi ha fatto tornare bambina.

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    1. Il che non è la peggiore delle disgrazie 😊

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  3. Bella la tua fiaba arcobaleno :-) Ogni volta che mangerò una vellutata di zucca ci penserò :-)

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  4. Marina, dì la verità, la bambina protagonista di questa bellissima fiaba sei tu, vero?
    Adoro i topolini, pensa che quando ero ragazzina li collezionavo: tazze, segnalibri, pupazzi, abbigliamento, tutto. Erano magici, proprio come i tuoi topolini arcobaleno.
    Amo le vellutate, un posto speciale nel mio cuore però ce l'ha la vellutata di zucca.

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    1. Lo sai che non ci avevo pensato ma è curioso quello che dici ! Pensandoci bene io ho sofferto tantissimo per via dei miei capelli, non tanto per il colore che è un po' forzato ultimamente ma per i ricci si, eccome ! Tutte le mie amiche avevano i capelli liscissimi e negli anni '70, che sono quelli delle medie e del liceo i capelli ricci erano proprio out...pensa che io mi svegliavo tutte le mattine per bagnarli e lisciarli, con scarsi risultati però sopratutto nelle mattine d'inverno umide 😊 solo all'università ho gettato la spugna. Io avevo regalato un piccolo topolino di peluche a mia figlia, era un porta chiavi per la verità, e facevamo il gioco del dentino che il topolino portava via....grazie !

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  5. Non cercare il momento perfetto....quella frase è la chiusura ideale per la storia di una bambina meravigliosa piena di sogni e di capelli.
    Spero che quella bambina emerga più spesso dalle tue dita o dalla tua penna perché porta con se tanta poesia.
    Ti abbraccio forte mia cara signora delle fiabe. <3

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    1. Vero ? Era in un caffè delizioso a Londra dove sono stata una settimana fa...non ho saputo resistere !
      Un bacio 😊

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  6. Me la immagino questa bambina e i suoi splendidi ricciolini, mi immagino il sorriso di felicità e il gusto soave della vellutata. Complimenti!!

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  7. Che bella la tua fiaba. Grazie alle fotografia sembra di essere totalmente immersi nella storia.
    Adesso voglio pure io preparare la vellutata e vedere dentro i topolini che mi salutano. <3

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    1. Le foto sono il risultato dell'ultimo viaggio a Londra 😊 sembravano volermi dire di inserirle nel post ! Grazie !

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  8. Marina mi ha commosso il tuo racconto. Pensa che io avrei voluto tanto avere i capelli rosso Tiziano ma soprattutto ricci! Invece li avevo neri e dritti ed in montagna i bambini, per lo più biondi, mi scherzavano "la tencia" cioè tinta dalla fuliggine del camino.
    Non si è mai contenti di ciò che si è, ma la tua vellutata mi consolerebbe... 😉😊

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    1. Hai proprio ragione: non si è mai contenti sopratutto quando si è giovani anche se per la verità neanche a 55...pensa un po' che ieri sera quando l'ho letto prima di porre fine mi è sembrato che mancasse qualcosa ! E invece tutti mi avete visto dentro...grazie Bruna 😊

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  9. Marina mi ha commosso il tuo racconto. Pensa che io avrei voluto tanto avere i capelli rosso Tiziano ma soprattutto ricci! Invece li avevo neri e dritti ed in montagna i bambini, per lo più biondi, mi scherzavano "la tencia" cioè tinta dalla fuliggine del camino.
    Non si è mai contenti di ciò che si è, ma la tua vellutata mi consolerebbe... 😉😊

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  10. io, nata biondissima e liscia in una famiglia per la maggior parte coi capelli rossi e ricci, non sai quanto li ho desiderati! E ho sperato inutilmente che li avesse almeno una delle mie figlie. Non mi è riuscito... Mi sono innamorata di quella bambina coi capelli arcobaleno e la sua polverina magica! Dille di venire qui a regalarmene un poca, voglio anche io i capelli rossi e ricci! Se non può, dovrò consolarmi con la vellutata...

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  11. Sono stata catturata dalle prime parole e quella ragazzina dai capelli color arcobaleno mi ha preso per mano portandomi a conoscere il suo mondo, quante volte di ritorno dalla parrucchiera mi rilavavo i capelli perchè io mi vedo solo con i capelli ricci
    Ogni riccio un capriccio?
    Non penso ho solo imparato ad accettarmi, a volte sarebbe bello avere un po' di polverina magica per esprimere un desiderio come quello di avere un po' di questa vellutata per una coccola che riscalda
    Bellissimo aver accompagnato il racconto con le foto
    un grande abbraccio

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  12. Cara Marina, questo racconto alla fine l'ho letto tutto in un fiato e mi sono commossa! Che meraviglia, e la vellutata bellissima e buonissima!

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  13. Guarda il caso la bambina ha i capelli col. arancione...noto qualche somiglianza con una signora dalla chioma rosso fuoco che scrive magnificamente e cucina altrettanto. Inutile che ti dica che mi sono innamorata della casetta (?) di mattoni rossi e della scritta "non aspettare il momento perfetto, prendine uno e rendilo tale". Inserito in una fiaba è un messaggio morale.

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