venerdì 5 maggio 2017

Un dolce semplice con le fragole...kolac Zizine mame



La credenza è il mobile che mi è sempre piaciuto tantissimo anche se a casa nostra (quella di Belgrado, managgia a questa doppia vita!)  non c’era. C’era invece da mia zia e averla lasciata nella cucina insieme agli altri mobili quando la casa è stata venduta  è una di quelle cose che non mi perdonerò mai.

martedì 2 maggio 2017

And the winner of #mtc65 is...




Da quando ero piccola non ho mai saputo guardare le cose solo per quello che effettivamente sono o dovrebbero essere ma le ho sempre guardate con una mia lente di ingrandimento aggiungendo dettagli, immaginando cornici, cercando di guardare sotto, sopra, dietro e soprattutto dentro. Non che io con la vecchiaia l’età avessi smesso di farlo…anzi ! Così era con il sartù: l’ho sempre immaginato come un prezioso carillon il quale, una volta aperto, inizia a raccontare la sua storia accompagnato dalla musica fatta di  sapori sapientemente abbinati ai profumi  e accarezzati delicatamente dalle consistenze di seta e di velluto. Un piatto come sartù non nasce  per nutrire il corpo ma per sedurre l’anima e poiché la seduzione è un gioco delicato che a volte si intuisce  quando inizia ma non si sa sempre dove andrà a finire io, lo confesso, ho rischiato di trovarmi seriamente coinvolta ogni volta che iniziavo a leggere le vostre storie. Si sa, sono una donna sensibile. Quando ci incontreremo vi abbraccerò uno alla volta per ringraziarvi delle vostre ansie perché si trattava del  vostro primo sartù, delle vostre paure di ritrovarvi con il sartù che non starà in piedi, dei vostri  timori ma soprattutto dalla vostra tenacia di provare e riprovare, di correre in cucina per mettervi a cucinare nonostante i mille problemi e mille motivi per non farlo, del vostro corraggio di domandare, di chiedere consigli…per tutto questo meritate di vincere tutti. Grazie.
Se avessi potuto dare 10 premi speciali li avrei assegnati a:
Mari e al suo sartù di riso pasquale che è una nube di bontà soffisticata allo champagne,
Alexandra e al suo sartù albanese che raccoglie una carrellata  di  cucina albanese che le è stata tramandata dalla suocera,
Flaminia e al suo sartù verde  misterioso e sensuale  dove gli ingredienti sono a volte nascosti e bisogna intuirli,
Giuliana e al suo semplicemente  sublime sartù padano di piccione e porcini con la salsa suprème che se non avesse vinto l’altra volta l’avrebbe vinto adesso e per sempre, a vita…
Elena che ha saputo trasformare il sartù nella bomba piacentina con le quaglie e salsa agli asparagi, un piatto della sua città,
Claudio e al  sartu rosso di pesce che dentro racchiude tutto il sole del Sud e tutti i colori e i sapori intensi della cucina dello Stretto,
Mai e al sartù più chic dell’Universo con il ragù di pesce e le polpettine di melanzane al citron confit,
Annalena che con il sartù persiano con il sentore di petali di rose mi ha fatto fare u viaggio sul tappeto volante,
Micol, la fata francese che ha preparato uno dei sartù più delicati e morbidi della gara (e il marito lo lasciamo in disparte perche uno in famiglia basta e avvanza)
e a Sandra che mi ha letteralmente conquistato con il suo ragù di rigaglie al caffè.

Sarò banale ma il vincitore solo uno può essere…


E allora, avete presente la scena iniziale di Re Leone quando, accompagnati dalle prime luci dell’alba,  gli animali della savana, volando sopra il lago, camminando lentamente nella foschia mattutina, correndo, saltellando ma anche approfittando del passaggio di un’amico più grande, allegramente avanzano  verso la  Rupe dei Re per assistere tutti insieme alla celebrazione della nascita del leoncino Simba, il futuro Re delle Terre del Branco? Il sole ormai è diventato  alto, gli animali sono disposti a cerchio sotto la Rupe alta dove Mufasa, orgoglioso attuale Re, aspetta il vecchio saggio Rafiki il quale, come la tradizione vuole, prenderà il neonato nelle sue braccia per portarlo sul bordo della Rupe e alzarlo alto verso il cielo per farlo vedere ai suoi futuri sudditi . E loro saranno felici: scalpiteranno con gli zoccoli sulla sabbia, si alzeranno sulle zampe posteriori  sollevando la testa verso il cielo, lanceranno le proboscidi in alto in segno di gioia per buttarsi successivamente uno dietro l’altro in ginocchia in segno di profondo riconoscimento. E’ il cerchio MTC della vita che si compie.
Il Sartù con ragù d’agnello e polpette di carciofi di Giovanna, solo apparentemente semplice, per me è stato un tuono preceduto da un fulmine dal ciel sereno. Un amore a prima vista ma da adulti quando si capisce che sarà amore per sempre e si ha bisogno delle conferme. E man mano che tornavo al suo post e alla sua ricetta dettagliata, precisa e complessa capivo che non poteva che essere lei perché non c’era neanche un passaggio in quella preparazione lunghissima non studiato, sminuito o peggio ancora tralasciato. I carciofi per la crema sono i veri carciofi alla romana (e frullati poi con il cubetto di ghiaccio!) e le polpette successivamente preparate sono state passate nel pangrattato con i semi di canapa prima di essere fritte per potersi distinguere chiaramente dentro il sartù. E che dire della scalinata dei passaggi partendo dal fondo bruno, passando per la glassa e finalmente alla vera salsa spagnola per ottenere quell’essenza della demi-glace al Syrah delle alture del Golan seguendo la ricetta dell’unico padre della grande cucina che è Auguste Escoffier (“perche chi mi conosce sa che non cucino senza un poco di Francia in pentola, o almeno ci provo”)? E del ragù classicissimo e impeccabile senza fronzoli ? E di quel tocco di freschezza del kefir alla menta come l’unica  “coquetterie”, una nota di freschezza leggerissima come una finestra lasciata aperta in un caldo pomeriggio d’estate ? E’ l’esempio di classe e di gusto accompagnati dalla giusta misura perché la perfezione che ovviamente non esiste ma è solo un  cammino, un percorso da compiere, può essere inseguita solo se ogni passo compiuto contribuisce all’incrementare dell’armonia.
Sono sicura che qualsiasi cosa lei sceglierà avremo solo da imparare…
Il post di Alessandra fatto di lodi e delle sue impressioni lo trovate qui.
Grazie per questa avventura e un abbraccio a tutti !