martedì 7 giugno 2016

Marmellata di melone e mele #aifb...Dzem od dinje i jabuke

 (neposredno pred rat):

Stoje:

tetka Beba, baka Tonka, cika Misa (baka Tonkin muz), tetka Danka (baka tonkina sestra), cika Vlada (njen muz)

Sede:

 baba Jara i deda Janko (Tonkini i Dankini roditelji, mamini baka i dela, moji pradeda i prabaka)

Moja mama Cica stoji u sredini


Con questa ricetta festeggio la Settimana dei frutti estivi  promossa da AIFB di cui Alice Del Re è l’ambasciatrice.
 


Il 6 aprile del 1941, il giorno del  bombardamento dei tedeschi di Belgrado che segnò l’inizio della Seconda guerra mondiale in Jugoslavia, era domenica e mia madre,
all’epoca una bambina con le lunghe trecce castane senza mamma e  senza neanche sapere che da lì a poche settimane sarebbe rimasta pure senza papà, stava sfogliando i fumetti in cucina aspettando che zia Kristina preparasse la prima colazione.  Poco tempo per capire che cosa stesse per accadere prima di trovarsi insieme alla zia nella cantina sotto casa e tanta fortuna perché il rifugio che si trovava a neanche 200 m era colpito da una bomba uccidendo le persone che vi avevano trovato il riparo.  Quando sono uscite dalla cantina  hanno trovato la guerra nel giardino che fino al giorno precedente sapeva di pace e di tranquillità, di fiori che profumavano e di  frutta che maturava sugli alberi, di pomeriggi silenziosi e di serenità di una vita semplice, normale.  I quattro anni successivi  mia mamma li ha trascorsi con la zia che ha fatto di tutto per cercare di rendere almeno quella casa e quel giardino un’oasi come era prima tenendo la guerra fuori dal grande portone di ferro battuto.  E a detta di ma madre ci riusciva pure, soprattutto il primo anno, grazie alla forza che la natura regala alle donne speciali come lei era e sicuramente alla giovane età di mia mamma...otto anni. Cucinava divinamente la zia Kristina e preparava le conserve di tutti i tipi e quel primo anno di guerra non mancò nulla:  ajvar- la crema di peperoni piccante, i peperoni sott’aceto, la giardiniera, le mele e le pesche cotte, il famoso liquore di tutti i frutti e le marmellate di tutti i tipi. I barattoli erano tutti uguali e messi in ordine sugli scaffali con le etichette disegnate da lei ! Mia mamma ha continuato a scegliere felicemente la marmellata per la prima colazione o quella per la merenda rendendosi però conto che gli occhi di zia Kristina man mano che la cantina si svuotava diventavano sempre più tristi perché sapeva che non avrebbe potuto riempire gli scaffali di tutte queste prelibatezze con il prolungarsi della guerra.  Glielo aveva detto solo molti anni dopo...

La marmellata che preferivano era quella di melone e mele...una marmellata semplice che profumava di vaniglia e aveva un colore arancione brillante, la consistenza non proprio setosa come il colore preannunciava ma leggermente granulosa. Era anche l’unica marmellata che zia Kristina riusciva a fare in quegli anni procurandosi  lo zucchero sono lei sa dove e come ed è l’unica marmellata che mia mamma fa ogni anno come ricordo alla zia. Lo faccio anch’io...ormai è un rito e come tutti i riti ha una base scaramantica. E questo post andrà  senza la foto della marmellata perché mi sono resa conto cara Alice, ambasciatrice della GN dei frutti estivi, di aver finito l’ultimo barattolino. Potevo barare ma non mi sembra il caso di ricordare una donna eccezionale con un imbroglio...vi dovete fidare di me: è buonissima ! 

 

U majici na strafte : tetka Beba (baka Tonkina cerka)  Sedi u stolici: baka Tonka  Dete sam ja !


6 april 1941 godine, kada su Nemci bombardovali Beograd i kada je zapoceo II svetski rat, bila je nedelja i moja mama, osmogodisnja buckasta devojcica sa dugackim smedjim kikama, je sedela u kuhinji kuce u Nebojsinoj ulici na Neimaru i citala Zabavnik cekajuci da baka Tonka spremi dorucak. Oduvek je znala da nema mamu ali nije ni slutila da ce uskoro ostati i bez oca.  Pre nego sto se osvestila o onome sta se desava nasla se sa baka Tonkom na svu srecu u podrumu, jer je na skloniste na manje od 200 m od kuce pala jednaod bombi. Kada su izasle iz podruma u basti  koja je do prethodnog dana mirisala na cvece i voce koje je zrilo, odisala poslepodnevnim mirom i tihom normalnoscu, su zatekle rat. Cetiri godine rata mama je provela sa baka Tonkom koja je sve cinila, cesto i nemoguce, ne bi li strahotu rata drzala van kuce i baste, sa druge strane visoke ograde od kovanog gvozdja. Po recima moje mame ona je u tome i uspevala zahvaljujuci ponekad i natprirodnom snagom koju priroda daje specijalnim zenama kao sto je ona bila ali i zahvaljujuci i maminim mladim godinama...osam. Kuvala je bozanstveno i spremala zimnicu u kojoj je bilo svega: crvenog ajvara, kiselih paprika i krastavcica, sarene salate, kompota od jabuka i breskvi, mirisnih slatkih likera od voca i raznoraznih dzemova. Tegle su bile sve iste, uredno naslagane na stalazi a etikete je ona crtala ! Mama je te prve godine rata nastavila da bira dzem koji ce jesti za dorucak ili za uzinu ali je primecivala da su baka Tonkine oci postajale sve tuznije i tuznije kako se ostava praznila jer je znala da ukoliko rat nastavi, a nastavio je, spajiz nece moci ponovo da se napuni. To joj je priznala tek mnogo kasnije...
Omiljeni dzem je bio onaj od dinje i jabuke...jednostavnog ukusa sa omamljujucim mirisom vanile, blistavo narandzaste boje, ne tako svilen kao sto bi se ocekivalo gledajuci ga, nego onako blago granulast, grumuljiv. Ovaj dzem je jedini koji je baka Tonka uspevala da napravi u vreme ratnih godina a samo je ona znala gde i kako je nalazila ono malo neophodnog secera a i stovremeno je i jedini dzem koji moja mama pravi obavezno svake godine. Pravim ga i ja u cast ove neverovatne zene i nadam se da ce i Martina nastaviti. Ovaj post je bez fotografije jer sam u poslednjem trenutku videla da je poslednja teglica proslogodisnjeg dzzema od dinje zavrsena a da falsiram sliku mi se ne cini lep nacin da se oduzim baki...da, za mene je ona baka. Moracete da mi verujete: super je !





Tetka Beba, deda Djordje (tatin tata) i ja (1965, mislim)


Marmellata di melone e mele annurche

(per 6 baratolini da 160 ml)


1,500 g di polpa di melone francesino o cantalupo senza buccia e senza semi

2-3 mele annurche

1 stecca di vaniglia

Zucchero bianco (250-300 g per ogni chilo di frutta)

Buccia di 1 limone

Frullate la polpa del melone.

Sbucciate le mele annurche, privatele del torsolo e tagliatele a quarti. Mettetele in una pentola insieme alla buccia di 1 limone e coprite con l’acqua. Portate in ebolizzione e cuocete per una ventina di minuti. Tiratele dall’acqua, eliminate la buccia del limone, lasciatele sgocciolare e frullatele.

Pesate la polpa del melone e quella delle mele,  mettetela in una pentola di acciaio pesantissimo più larga che alta aggiungendo la stecca di vaniglia e lo zucchero. Cuocete mescolando spesso e togliendo la schiuma che si creerà in superficie per almeno 30-40 minuti.  La marmellata deve essere densa ma non troppo perche raffreddandosi si addenserà ulteriormente. Eliminate la stecca di vaniglia, versate la marmellata bollente nei barattolini precedentemente “sterilizzati” e bollenti (io lo faccio nella lavastoviglie ma naturalmente si tratta della marmellata fatta per uso domestico), mettete il tappo e capovolgete. Rigirate i barattoli una volta raffreddati.





Tetka Beba i cika Dragi (njen muz)  (pocetak tridesetih godina)



Dzem od dinje i jabuka

(za 6 teglica od 160 ml)


1,5 kg ociscenih dinja (bez kore i semenki)

2-3 jabuke kozare ili blago kiselih jabuka

1 stapic vanile

250-300 g secera na kilogram voca

Korica od jednog neprskanog limuna


Izmiksujte dinju.

Oljustite jabuke, isecite ih na cetvrtine i skuvajte ih u malo vode sa koricom od limuna. Kada su kuvane uklonite koricu od limuna i izmiksujte jabuke. Pomesajte dinju i jabuke i izmerite ih. U serpu dodajte secer i stapic vanile. Stavite da provri i cesto mesajuci kuvajte dzem skidajuci supljikavom kasikom penu koja se pravi tokom kuvanja. Ja je kuvam u teskoj serpi koja je vise siroka nego visoka i kuva se negde oko 30-40 minuta. Dzem je kuvan kada pocne da se zgusnjava ali nije gust onoliko koliko bi trebalo da bude kada je hladan. Dzem se zgusne kada se ohladi. Kada je skuvan sipa se vreo u tek sterilisane teglice (za kucnu upotrebu je sasvim dovoljno da se teglice operu u masini za pranje sudova na najduzem programu). Zatvori se poklopcem, prevrne i ostavi da se tako ohladi. Prevrnuti i ostaviti u spajz. 

13 commenti:

  1. Grazie, questi sono ricordi preziosi: piccole pietre che danno luce a momenti difficili.

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  2. molto bello e coinvolgente il tuo racconto, per me particolarmente. Mia suocera era di Zara, e raccontava, da una zona diversa, più o meno le stesse cose, ma loro avevano la risorsa del mare... Grazie per aver condiviso i tuoi ricordi, e grazie per la ricetta, da fare assolutamente, anche solo per ricordare zia Kristina...

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    1. Eh si...la forza delle persone si vede nei momenti difficili anche se ovviamente ci sono state le situazioni ben più difficili e tragiche. Mi piacerebbe che qualcuno la facesse la marmellata. Grazie Giulisna ! Un abbraccio.

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    2. aspetto meloni più in stagione, e la faccio. Ti farò sapere.. Un abbraccio anche a te

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  3. Cara Marina, ti ringrazio di cuore per aver condiviso con noi questi preziosi ricordi. Leggere le tue parole mi ha portato in quegli anni e ho provato tanta tenerezza per la tua mamma. Ed è incredibile come, in una situazione difficile come la guerra, delle semplici marmellate potessero aiutare a restare ancorati alla normalità e alle cose belle della vita.
    Ti ringrazio davvero, i tuoi racconti e queste foto sono un bellissimo regalo, alla faccia delle foto fighette senza le quali sembra che una ricetta non abbia valore. Il valore sta altrove.
    Un abbraccio.

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    1. Mia mamma era piccola, coccolata è protetta ma certe cose le ricorda eccome...racvontare queste cose sembra che di un film si tratti ma non lo era purtroppo. Hai ragione...spesso siamo ossessionati dalle foto fighette e dalle foglioline di menta o pezzente dalla Provenza che ci rendono tutti simili se non uguali tralasciando l'occasione per raccontare e riflettere. A presto !

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  4. Kakav divan post, kakve divne slike! Šteta što ih nisi potpisala, da znamo ko je ko na njima :-)

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    1. Imaš pravo Tanja...dodajem i javljam !

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  5. To ti je sudbina beogradska. Imale su sreću da su ostale u kući. Moji su 6. aprila 41. izgubili jednu kuću a u 'savezničkom' drugu u Katanićevoj gde se smestila cela porodica. Te ratne priče sam slušala kao dete u neverici i kao mala se pitala što imamo toliko različitih tanjira i čaša. Kasnije mi se kazalo samo :-(

    Džem mi je onako al potpuno vas razumem što ga uvek pravite.

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    1. Tačno...imale su srecu sto je kuca ostala cela (naravno da su prozori popucali ali nista vise) i sto su imale bastu...baka je bila jako prakticna zena i jako brzo je shvatila da mora da povadi lale i ruze da bi posadila povrce sto je i uradila. puno joj je pomogao neki čuveni Miloje koji je još pre rata iz Jajinca dolazio i donosio mleko a baka je i njega uvek pomagala. To ljudi obično ne zaboravljaju ion je kad god je mogao donosio nesto odande. Kako ne znam ali nekako. Kod njih su se i sakrili od bombardovanja...kaže mama da su peske do tamo stigli, ona i baka. A tetka Danka, bakina sestra je do Jajinca stigla u stiklama ! Džem je jako ukusan...grešiš. Ali imaš i pravo, za nas je on nesto drugo.

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  6. Kako je lepo imati takve uspomene i u slikama. Inače dopada mi se ideja sa dodavanjem dinje , mogu sasvim da zamislim kako to dopunjava jedno drugo.

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  7. Ho letto con coinvolgimento il tuo racconto Marina. Grazie di averlo condiviso con tutti noi.
    Tiziana

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