domenica 4 ottobre 2015

Le cose che non si possono non fare a Kopenhagen...porridge con mele saltate e zucchero Muscovado, lamponi e cardamomo





Affittare un appartamento...

Copenaghen, lo sanno anche i sassi,  è molto cara ma questo non significa che una persona dalle “entrate normali” debba necessariamente rinunciare al soggiorno in questa città allegra, colorata, briosa, pulita, ordinata, semplice e umana in tutti i sensi. Vale nella vita ma vale anche nei viaggi che se  non possiamo permetterci tutto quello che vorremmo fare allora cerchiamo un modo per fare almeno più possibile...
per questo motivo affittare un appartamento in quel di Kopenhagen invece di andare in un albergo è essenziale.



Iznajmiti stan...

I mala deca znaju daje Kopenhagen jezivo skup grad ali to naravno ne znaci da neko ko “normalno zaradjuje” mora po svaku cenu da se odrekne boravka u ovom veselom, raznobojnom, leprsavo-vedrom, cistom, urednom, jednostavnom i humanom gradu. Kao sto vazi u zivotu vazi i prilikom putovanja : ukoliko ne mozemo sebi da priustimo bas sve ono sto bi smo zeleli gledajmo onda da pronadjemp nacin da bar  nesto od toga ostvarimo...bas zato je od neobicne vaznosti ne ici u hotgel nego iznajmiti stan u Kopenhagenu.







Noleggiare  la bicicletta…

Kopenhagen è una città a misura dei ciclisti . Le poche salite sono quelle delle scale fino al quarto piano se l’ascensore non c’è oppure quelle appena percettibili per attraversare uno dei ponti, per il resto è piatta. Aiuta sì ma non basta ovviamente. Le piste ciclabili sono ovunque e non vengono mai interrotte, esiste addirittura un raccordo anulare per i ciclisti e le strade extraurbane solo per loro ! I ciclisti di Kopenhagen sono sereni, rilassati e con il sorriso sulle labbra, rispettano le regole e se agli incroci devono girare a sinistra scendono dalla bicicletta e attraversano a piedi spingendo la bicicletta per poi risalire in sella e continuare a pedalare.  Le biciclette sono ovunque ma le più belle sono le biciclette Cristiania. Sono quelle progettate una trentina di anni fa nella Città libera di Cristiania e le stesse che  dopo aver seguito la storia della comunità hippy-anarchici-idealisti-altro sono  sopravvissute fino ai giorni nostri entrando prepotentemente a far parte del  mondo borghese costando  qualcosa come 1500 euro e anche qualcosa in più !  Consistono in un carellino di compensato agganciato alla bicicletta che serve per trasportare la spesa, fare il mini trasloco, portare cani, gatti e soprattutto i mini figli biondissimi e soprattutto tantissimi...in poche parole girare Kopenhagen in bicicletta vi farà sentire parte della città, è piacevole e soprattutto economico e non è poco...



Iznajmiti bicikl...

Kopenhagen je sav po meri biciklista. Jedine uzbrdice na koje se nailazi su one uz stepenice do cetvrtog sprata ukoliko nema lifta ili one jos blaze kada se prelazi preko mosta...sto se ostalih iskustava tice potpuno je ravan. Sve to pomaze ali nije ni sve u tome. Biciklisticke staze su svuda i nikada se ne prekidaju, postoje i vangradski putevi samo za bicikliste ! Biciklisti Kopenhagena su vedri, opusteni i nasmejani, postuju pravila i ukoliko na raskrsnici treba da skrenu levo oni prvo sidju sa bicikla pa polukruzno skretanje “odrade” peske gurajuci bicikl i tek onda ponovo sednu za sedlo i nastave. Ima ih svuda i svakojakih vrsti ali najlepsi su bicikli tipa “Cristainia”. To su oni isti projektovani pre nekih trideset i vise godina u slobodnom gradu Cristiania (delu Kopenhagena) i koji su pratili razvoj te hipi-idealisticke komune sa primesama anarhije i polako polako prerasli u neku vrstu burzoaskog status simbola a sada kostaju “za inat revolucionarnoj borbi” i po 1500 eura ! Nesto je trulo u drzavi Danskoj ? Sastoje se od kolica od sperploce koja su prikacena na bicikl ili napred ili pozadi i sluze za nosenje onoga sto se kupi u samoposluzi, za manje selidbe, transportovanje kucica, macica i narocito sitne plavokose dece u velikim kolicinama...uopsteno govoreci, koristiti bicikl u Kopenhagenu ce vam pomoci da se osecate delom lokalnog stanovnistva, prijatno je i iznad svega jeftino.






Attraversare il cimitero monumentale di Copenaghen...

Nella loro spontaneità gli abitanti di Kopenhagen riescono a rendere qualsiasi cosa normale e naturale. Il cimitero monumentale (Assistens Kirkegard) di Kopenhagen con le tombe di Hans Christian Andersen, di Soren Kjerkegaard, di Niels Bohr ma anche di Jacobsen, il fondatore della Carlsberg è quasi un parco cittadino. Non è che ci siano le giostre per i bambini e i venditori dei gelati ma i lotti del cimitero vero e proprio si alternano con ampi prati curatissimi dove la mattina presto gli abitanti del quartiere si sdraiano per leggere il quotidiano. Di qua e di là ci sono le panchine dove le mamme che spingono le carrozzine con i pargoli piccoli piccoli si siedono per leggere un libro mentre i futuri nanetti danesi schiacciano il pisolino mattutino. Strano sì ma neanche tanto perché tutto quello che accade  in questa città ha le basi nel profondo rispetto degli altri siano loro vivi o morti...



Prosetati se grobljem u centru grada...

U  spontanosti koja ih karakterise stanovnici Kopenhagena uspevaju da sve ucine normalnim i prirodnim. Groblje u centru grada (Assistens Kirkegard) na kome pocivaju Hans Kristijan Andersen, Soren Kirkegard, Nils Bor i Jakobsen, osnivac imperije Karlbergovog piva mnogo vise lici na gradski park nego na groblje ma koliko ono bilo monumentalno. Tamo sigurno necete naleteti na ringispile i prodavce sladoleda ali na perfektno odrzavanim travnjacima koji se smenjuju sa grobljanskim parcelama rano ujutru  stanovnici ovog dela grada se izlezavaju citajuci novine a na klupama koje se tu i tamo nalaze duz bocnih aleja ukrasenih raznobojnim cvecem mlade danske majke citaju knjige dok minijaturna danska deca bezbrizno spavaju u kolicima. Neobicno jeste ali ne i preterano neobicno jer sve ono sto se svakodnevno odvija u Kopenhagenu pociva na dubokom postovanju prema drugima bilo da su oni zivi ili mrtvi...






Mangiare il porridge a colazione  in uno dei punti Groed...

Intendiamoci, si tratta di una catena di caffè – ristorantini però è particolare ! Sia a prima colazione che a pranzo e a cena non si mangia altro che  porridge. Si, porridge, la pappa di fiocchi d’avena che la maggior parte delle persone associa alla povertà e tristezza delle brughiere del Galles e delle miniere della Cornovaglia e invece i porridge da Groed sono deliziosi. Di avena ma anche di farro, con il latte, con il latte di mandorla, con la centrifuga di carote, con le mele cotte, con le pere crude, con i mirtilli...con la cioccolata, con la frutta secca di tutti i tipi, con l’immancabile zenzero, con la banana...e anche salati, con il brodo vegetale e la ratatouille, con le aringhe affumicate e cetriolini sott’aceto, con l’anatra e il cavolo rosso ! La mattina a colazione accompagnato da un bel caffè lungo che agli italiani non piace ma ”il paese che vai usanze che trovi”, a pranzo con una birra e la sera con un calice di vino che a Copenaghen costa sempre quasi quanto il piatto. Arredamento e luci soffuse stile Ikea...



Doruckovati poridz u jednom od kafea Groed...

Da ne bude greske, radi se o lancu kafe-restorana ali da su posebni, posebni su ! Od jutra do mraka se sluzi samo poridz ! Da, da, bas poridz, ta kasa od ovsanih pahuljica koju velika vecina ljudi poistovecuje sa ocajem i siromastvom velskih pustara ili rudnika iz Kornvala dok je poridz koji se sluzi u ovim kafeima nesto sjajno i preukusno. Od ovsenih pahuljica ali i od jecma, sa mlekom, mlekom od badema, sa sokom od sargarepe, sa kuvanim jabukama, sa pecenim kruskama, breskvama ili ribizlama...sa cokoladom, suvim vocem svake vrste, uz dodatak neizbeznog djumbira, sa bananom...pa onda i slani, kuvan u supi od povrca, sa ratatujem, dimljenih haringama i ukiseljenim krastavcicima, sa patkom i li crvenim kupusom ! Za dorucak uz solju kafe na koju se Italijani naravno mrste jer oprosti me boze “na sta to lici”, za rucak uz casu piva a za veceru uz casu vina koja u Kopenhagenu cesto kosta kao i samo jelo. Lepo namesteno i prigusena svetla stila Ikea...





Passare un pomeriggio intero nelle sale della Gliptoteca...

La Gliptoteca di Copenaghen è un museo ricchissimo fondato negli ultimi anni del XIX secolo da Carl Jacobsen, il figlio del fondatore del impero Carlsberg. La collezione delle sculture a parte è famosa per la sua collezione dei quadri impressionisti e la collezione di 40 quadri di Gaugin. Come mai Gaugin a Copenaghen ? Pochi sanno che Gaugin, quando ancora di mestiere faceva il contabile e non il pittore era sposato con una certa Mette Sophie Gade, danese di Copenaghen. Sposi giovanissimi hanno messo su famiglia in Francia e si sono trasferiti successivamente in Normandia dove lei trascorreva le giornate ad accudire i pargoli che man mano nascevano e lui si dedicava alla sua sempre più dominante passione per la pittura. Ma anche per la pittura degli altri creando una vera e propria collezione di quadri. Purtroppo il matrimonio non andò molto bene e Mette tornò a Copenaghen dai genitori ma la coppia non si separò mai ufficialmente.  Gaugin evidentemente qualche senso di colpa lo sentiva nel profondo del suo cuore e di tanto in tanto spediva alla sua sposa abbandonata qualche quadro al posto degli  alimenti J Ed era così che la signora in questione si è ritrovata dopo la morte del marito con una fortuna di ben quaranta quadri che ha deciso di vendere a Jacobsen. Nella Gliptoteca non si ammirano soltanto i quadri di Gaugin e dei suoi amici impressionisti ma anche una ricchissima collezione delle sculture dei pensatori di Rodin e delle sue ballerine. E’ un posto da non perdere, un museo all’antica con il parquet che scricchiola sotto i vostri passi...



Provesti  posle podne u salama Gliptoteke...

Gliptoteka u Kopenhagenu je izuzetno bogat musej koji je poslednjih godina XIX veka osnovao Carl Jacobsen, sin osnivaca pivare Carlsberg. Izuzevsi kolekciju skupltura Gliptoteka je poznata po zbirci slika francuskih impressionista kao i zbirci od 40 Gogenovih slika. Odakle Gogenove slike u Danskoj? Malo ko zna da je Gogen dok je jos uvek bio racunovodja u banci a ne slikar bio ozenjen izvesnom Mette Sophie Gade, dankinjom iz Kopanhagena. VEncali su se dok su oboje bili jako mladi i prvo su ziveli u Parizu da bi se ubrzo potom preselili u Normandiju gde je mlada supruga brinula o kuci i deci koja su se radjala jedno za drugim a isto tako mladi suprug se od racunovodje polako ali sigurno pretvarao u slikara. Bio je prijatelj mnogih buducih slavnih impressionista i kada god je to mogao otkupljivao je njihove slike. Na veliku zalost bbrak nije bio srecan i Mette se vratila kod roditelja u Kopenhagen ali do razvoda nije nikada doslo. Gogena je sigurno mucilo odredjeno osecanje krivice sto je napustio ne samo suprugu nego i petoro dece i na ima alimentacije je s vremena na vreme slao poneku sliku. Posle njegove smrti ona se zatekla sa kolekcijom od 40 muzevljevih slika koje je prodala Jacobsenu za upravo osnovanu Gliptoteku. Gliptoteka poseduje i bogatu kolekciju Rodenovih mislioca kao i balerina. Nemojte  propustiti da je posetite...ima puno cari i u parketu koji skripi pod vasim koracima.







Visitare la casa museo di Karen Blixen  fuori città..

Chi ha amato “La mia Africa” e si era innamorato della storia d’amore fra la Streep e Robert Redford non potrà certo resistere e non salire sul treno per raggiungere la casa museo di Karen Blixen. Rungsted è il paesino in riva al mare a una quarantina di chilometri da Kopenhagen dove la scrittrice è nata, dal quale a tutti i costi voleva andarsene via e per farlo ha accettato il matrimonio combinato con un cugino svedese di sangue nobile. Con lui è andata in Kenia per gestire la fattoria di famiglia  per rientrare a Rungsted dopo il nubifragio del suo matrimonio  e la morte successiva del suo amico/amante/l’uomo che avrebbe voluto sposare. Un destino crudele  quello di Karen Blixen che a tutti i costi voleva fare l’impossibile anticipando i tempi...la cosa che raramente viene fatta senza pagare un conto salato. Un posto per i romantici...



Posetiti kucu u kojoj je rodjena Karen Blixen...

Oni koji su voleli film “Moja Afrika” i koji su bili zaljubljeni u pricu izmedju Meril Strip i Roberta Redforda nece moci da odole a da ne sednu na voz koji ce ih za samo nesto malo vise od pola sata odvesti do spomen kuce Karen Blixen. Rungsted je mestasce na obali mora cetrdesetak kilometara severno od Kopenhagena gde se ona rodila i odakle je po svaku cenu htela da ode a da bi to mogla da ostvari pristala je na namesteni brak sa rodjakom svedjaninom plemickog porekla. Sa njim je otisla u Afriku da bi vodila porodicnu plantazu kafe odakle se i vratila u rodno mesto posle brodoloma njenog braka i prerane smrti prijatelja/ljubavnika/coveka za koga je zelela da se uda. Sudbina se surovo poigrala sa zenom koja je zelela nemoguce i zivela brze od vremena koje ju je okruzivalo...stav za koji se oduvek placala izuzetno visoka cena. Rungsted je mesto za romanticare...






Fare una passeggiata a Nyhavn...

Sarebbe troppo da snob invitare a non andare a fare la classica passeggiata per l’antico porto di Nyhavn con le sue case colorate, i piccoli caffè uno accanto all’altro e almeno 3 milioni di persone che camminano e scattano la foto ricordo contemporaneamente. Sarebbe altrettanto da snob dire che è banale, troppo turistico e che il porto di Cristianshavn un po’ più a est verso la Cristiania è molto più tranquillo e autentico. Ma è vero...il molo di Nyhavn in un caldo e soleggiato pomeriggio di agosto  sembra un formicaio che cammina da solo ! Un formicaio carino per carità ma pur sempre un formicaio. Però si sa che ogni città ha un proprio luogo comune, un must dove lasciare la traccia del proprio passaggio e tutto sommato un po’ di banalità non nuoce trattandosi sempre di un bel posto. Arrivare fino a Copenaghen e non vederlo sarebbe come arrivare a Roma e non fare la passeggiata lungo i Fori imperiali...



Prosetati se kroz Nyhavn...

Pozivati na bojkotovanje klasicne setnje po staroj luci Nyhavn sa njenim raznobojnim fasadama, minijaturnim kafeima jedan uz drugi i ne manje od 3 miliona turista koji kao vojska zajedno marsiraju u istom pravcu fotografisuci istovremeno iste stvari moze zaista snobovski da zvuci. Jos “snobovskije” zbuci kada se kaze da je Nyhavn banalno turistico mesto i da je luka Cristianshavn koja se nalazi nesto istocnije u pravcu Cristianije mnogo mirnija, lepsa i autenticnije. Ali to je istina...u jednom divnom suncanom i toplom avgustovskom poslepodnevu Nyhavn lici na mravinjak koji sam hoda ! Jako zivopisan folkloristicki i lep mravinjak ali o mravinjaku se radi. Ali zna se da svaki grad ima sopstveni -klise, “must” gde svako ima zelju da ostavi trag sopstvenog prolazka i sve u svemu jedna mala doza banaliteta nikome nece preterano skoditi posto se ipak radi o lepom mestu. Platiti put do Kopenhagena i ne prosetati se ovim molom bilo bi kao doci u Rim i ne videti rimski forum...








Pranzare a Royal smushi café...

La Danimarca, si sa, non è famosa per la sua cucina ma non è per nulla vero che a Kopenhagen si debba necessariamente mangiare male, anzi. Bisogna semplicemente sapere dove si va e non aspettarsi quello che non possiamo mai avere, come sempre del resto J Trascorrere 5 giorni a Kopenhagen senza mangiare almeno una volta lo smorrebrot accompagnato da un bicchiere di birra oppure un’acquavite locale equivale a visitare per la prima volta Parigi senza vedere Notre Dame oppure New York senza passare da Central park ! Ma se è doveroso timbrare lo smorrebrot, questa fetta di pane di segale imburrata e poi guarnita con salmone, aringhe, carne di maiale, salame formaggio, verdure sott’aceto e quant’altro sistemati più o meno bene seguendo il proprio senso di gusto per i colori, per lo spazio e per le forme almeno troviamolo bello, buono e non necessariamente inondato di maionese e salse varie di dubbia qualità ! Un food blogger per giunta viaggiatore non  può certo mancare uno dei posti più chic della città – Royal Smushi café J.  Si trova sulla piazza Amegertorv lungo la via pedonale che taglia il centro di Copenaghen proprio accanto al negozio e i laboratori della vecchia fabbrica di porcellana blu danese, venduta  con i soliti passaggi da scatole cinesi (che ovviamente non sono l’argomento che ci interessa) per spostare la gran parte della produzione in Thailandia. E’ un caffè non molto grande arredato con uno stile che a primo sguardo pericolosamente sfiora il kitch con le sue pareti rosa bebé,  il parquet bianco, i lampadari di cristallo, i tavoli bianchi laccati con i piedi celesti e i tulipani dipinti sui muri. La stessa impressione sarebbe confermata per la verità anche al secondo sguardo se non ci fosse anche il mini giardino pieno di fiori veri con i semplici tavolini tondi dove “smushi” che sta per smorrebrot + sushi,  viene servito niente di meno che sui piatti di porcellana Royal Copenaghen e il vino nei calici di cristallo. Un posto ideale per il pranzo, ne vale la pena...e si capisce che per noi comuni mortali alloggiare in un appartamento e non in un albergo è di notevole importanza !



Rucati u Royal smushi kafeu...

I vrapci znaju da Danska nije poznata po prefinjenoj kuhinji ali to ne znaci da je obavezno da se u Kopenhagenu lose jede...stavise. Kao i obicno potrebno je da se zna gde se ide i ne ocekivati ono cega ne moze da bude . Onaj ko provede 5 dana u Kopenhagenu a ne proba bar jednom smorrebrot uz casu piva ili lokalne rakije kao da je bio u Parizu a nije video Notre Dame ili  u New York-u a nije se prosetao Central Parkom! Ali ako je vec neophodno da se izstriklira smorrebrot, to cuveno parce razenog hleba premazanog puterom i ukrasenog dimljenim lisosoma, haringama, svinjskim mesom, salamom, sirom, povrcem iz tursije i jos svim i svacim pa sve to namesteno i ulickano po sopstvenom ukusu sto se tice boja, oblika i osvajanja prostora, neka bar bude ukusan i neka ne pliva u majonezu i sosu sumnjivog porekla u kvaliteta ! Food blogger pa jos i putnik ne bi trebalo da propusti jedno od mesta sa najvise sika u centru grada – Royal smushi café. Nalazi se na trgu Amegertov duz glavne ulice koja sece pesacku zonu Kopenhagena bas uz prodavnicu i radionice stare fabrike porcelana Blu Danish koja je pre nekoliko godina prodana sistemom kineskih kutija (necemo sada o tome) nekome na Tajlandu gde se sada izradjuje veliki deo proizvodnje. Sam kafé nije mnogo veliki i na prvi pogled ima sve karakteristike kica od beba roze lakiranih zidova i belo lakiranog parketa preko kristalnih lustera, belih lakiranih stolova sa svetlo plavim nogama pa do lala crtanih na zidovima. Isti utisak bi se imao iskreno govoreci i na sledecem pogledu da nema male unutrasnje baste sa jednostavnim okruglim stocicima ukrasenim porcelanskim vasìznicama u kojima je prirodno cvece  i gde se smushi (SMorrebrot + sUSCI) sluzi na originalnim cvecem ukrasenim porcelanskim tanjirima Royal danish a vino u visokim kristalnim casama. Idealno mesto za rucak, zaista vredi...i jasno je odmah zasto je obicnim smrtnicima neobicno vazno da u Kopenhagenu iznajme stan a ne da idu u hotel !






Per 1 persona


50 g di fiocchi d’avena integrali

200 ml di latte

2 semi di cardamomo

La buccia di ½ limone non trattato

1 mela Golden

2 cucchiai di zucchero Muscovado

1 noce di burro

1 pugnetto di lamponi



Lavate la mela, sbucciatela e tagliatela a cubetti non troppo piccoli. In un tegamino fate sciogliere il burro e aggiungete la mela e lo zucchero. Fate saltare a fuoco piuttosto vivo per sciogliere lo zucchero e cuocere le mele lasciandole leggermente al dente.

Lavare bene il limone e grattugiare la buccia.

In un pentolino con il fondo pesante fate bollire il latte con la buccia di limone e i fiocchi d’avena mescolando spesso. Cuocete a fuoco medio mescolando spesso finché i cereali non diventino morbidi e la consistenza non diventi quella desiderata (se serve aggiungete altro latte). Ci vorranno una decina di minuti circa per raggiungere il giusto grado di cottura.

Aggiungete le mele e qualche lampone mescolando con cura e servite decorato con i lamponi rimasti.



Za 1 osobu

50 gr ovsanih integralnih pahuljica
200 ml mleka
2 semena kardamoma
Korica od ½ neprskanog limuna
1 zuta jabuka
2 kasike Muskovado secera
1 parcence putera
1 saka malina

Operite jabuku, oljustite je i iseckajte je na ne preterano male kockice. U malom tiganju zagrejte puter i secer, stavite jabuke i prodinstajte ih na dosta jakoj vatri. Iskljucite vatru dok su jabuke jos uvek cvrste.
Operite limun i izrendajte mu koricu. U serpicu debelog i teskog dna stavite da se kuva mleko sa koricom od limuna, kardamomom i ovsenim pahuljicama. Kuvajte stalno mesajuci na srednje jakoj vatri dok pahuljice ne postanu skroz mekane a konsistencija po vasem ukusu. Trebace jedno desetak minuta a ukolikoje potrebno mozete i da dodate jos malo mleka.
Umesajte jabuke i manji deo malina a ostatak malina upotrebite za ukras.






6 commenti:

  1. Tako si nam prenela duh Kopenhagena! Baš da ga čovek potpuno oseti. Korisni su i saveti glede smeštaja a oni važe za još mnoge evropske gradove.
    Recept nisi prevela al sam stvatila otprilike. Napustila sam kuvanje kaše ali neko vreme razmišljam da potapanje pahuljica zamenih kuvanjem kaše jer volim tu lepljivost i slatkoću koju ona pruža.

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    1. Upravo ga prevodim draga moja...moram da priznam da od kada smo poceli da putujemo po severnim zemljama popravila sam misljenje o poridzu i kao sto i ti kazes, kujvano je mnogo lepljivije i lepse..a sa malo meda ili bilo cega slatkog je bas fino.

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  2. Baš sam uživala u postu i šetnji kroz Kopenhagen! Divota!!! :)

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    1. Meni je uvek drago da je nekome korisno ono sto napisem, hvala ! Kopenhagen ume da ocara...
      p.s. moja cerka je uspela da napravi starter...sama ! I to od integralnog brasna...zove se Toma !

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  3. Bilo mi je pravo uzivanje procitati kako si dozivjela Kopenhagen. I bila si u lijepom periodu, sudeci po slikama. Dansko ljeto zna biti prelijepo.

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    1. Mene interesuje da li se tvoji utisci slazu sa mojima...to bi bilo interesantno videti !

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