venerdì 18 dicembre 2015

Pain d'épices e marmellata di mandarini home made...pain d'épices i domaci dzem od mandarine...




Si sa che non tutte le ciambelle escono con il buco ma non per questo motivo devono essere scartate. Vengono semplicemente messe in fondo alla ciotola per lasciare lo spazio in superficie a quelle perfette che gongolano felicemente cosparse di zucchero sapendo di essere l’orgoglio di chi fino a pochi istanti prima stava in cucina.

venerdì 11 dicembre 2015

Pastilla marocchina ovvero...innamorarsi di un piatto. Marokanska pastilla...ljubav na prvi pogled








Lo confesso...mi sono innamorata e di un vero colpo di fulmine si è trattato. Come se tutto quello che c'era prima non fosse mai esistito, come se il cielo non fosse mai stato sufficientemente sereno, come se il pane appena sfornato non avesse mai profumato abbastanza, come se non avessi mai avuto la sensazione di volare sopra le cupole e i ponti di Roma.

giovedì 26 novembre 2015

Agnello ripieno di mandorle e zenzero all'arancia...come siamo diventati grandi...Punjena jagnjetina sa bademom, djumbirom i pomorandzom...kako smo postali veliki





Coloro che negli anni ’80 erano sufficientemente grandi da poter uscire la sera tardi potrebbero considerarsi senza ombra di dubbio adolescenti felici e sereni.

Per i ventenni di quel periodo Belgrado rappresentava la stessa cosa che  aveva rappresentato per i loro genitori negli anni ’50.

giovedì 5 novembre 2015

Zuppa di fagioli (serbian confort food)...Corbast pasulj (srpski confort food)...






I Serbi sono decisamente un popolo eccesivo. Da generazioni vanno su tutte le furie se la vittoria a Kosovo Polje contro i Turchi nel 1389 viene interpretata dagli storici come una sconfitta, negli anni ‘90 erano capaci di avvolgere con un velo nero il Monumento del ringraziamento alla Francia per il suo appoggio durante la Prima guerra mondiale e

domenica 4 ottobre 2015

Le cose che non si possono non fare a Kopenhagen...porridge con mele saltate e zucchero Muscovado, lamponi e cardamomo





Affittare un appartamento...

Copenaghen, lo sanno anche i sassi,  è molto cara ma questo non significa che una persona dalle “entrate normali” debba necessariamente rinunciare al soggiorno in questa città allegra, colorata, briosa, pulita, ordinata, semplice e umana in tutti i sensi. Vale nella vita ma vale anche nei viaggi che se  non possiamo permetterci tutto quello che vorremmo fare allora cerchiamo un modo per fare almeno più possibile...

domenica 21 giugno 2015

Conciato romano...le richezze dell'Italia #blogtourcaserta#aifb





Andando  in macchina da Roma verso il Sud la Reggia di Caserta si vede dall’autostrada. Nella migliore delle ipotesi ci si ferma per visitarla e per fare due passi nei suoi meravigliosi giardini dopodiché si riprende il viaggio verso la destinazione prescelta senza neanche prendere in considerazione una, pur breve, visita alla città di Caserta e i suoi dintorni. 

venerdì 13 marzo 2015

Ravioli di carne di maiale, 'nduja e arancia candita con coulis di ortiche...ravioli sa svinjskim meso, ljutim kulenom i kandiranom pomorandzom




Se chiudo gli occhi vedo la nonna Cristina di spalle, con i capelli corti quasi bianchi pettinati e sempre in ordine e gli orecchini di perla a bottoncino che si vedono appena. Avvolta in una nube profumata di scorzette di limone, le spalle leggermente curve sopra la larga pentola con l’acqua che sobbolle dove allegramente galleggiano gli gnocchi di semolino e formaggio fresco. Man mano cuocendo

lunedì 19 gennaio 2015

Sardegna on my mind...




Sono stata sempre attratta dalla bellezza invisibile, inconsapevole del proprio valore, la bellezza che noi stessi scopriamo solo dopo che la bellezza stessa ci ha invitato un segnale riconoscibile solo a noi. La bellezza da sola non esiste ma lo diventa se siamo noi a vedere le cose in un certo modo dando loro l’importanza e leggendole con un codice solo nostro. Le cose che abbiamo toccato, le persone che abbiamo incontrato, i paesaggi che abbiamo visto e vissuto hanno il potere di toccare la nostra sensibilità e di entrare nei nostri cuori. La bellezza sta nella consapevolezza delle cose conosciute e imparate. E’ come prendere una bella boccata d’aria in montagna a pieni polmoni...

Poco tempo fa la Sardegna ha riempito i miei polmoni.



Nonostante la separano solo 45 minuti di aereo da Roma, la Sardegna vive da sola come vivono da sole le persone mature in tutta la loro saggezza, non sole ma in compagnia di loro stessi !  E sono proprio le persone che mi hanno colpito durante questo blog tour promosso da Aifb e organizzato dalle Camere di Commercio di Sassari, Oristano, Nuoro e Cagliari. Le persone legatissime alla loro terra, alle loro tradizioni, alla loro lingua. Orgogliosi delle loro decisioni, delle loro scelte, delle loro vite. Custodi dei gesti che da generazioni vengono ripetuti tramandandosi di madre in figlia, di padre in figlio rinforzando sempre di più il legame con il proprio passato ma, consapevoli che bisogna sempre migliorarsi, costruendo anche un futuro tutto loro, diverso. Le persone autentiche, vere...con il senso di ospitalità delle volte addirittura commovente. L’ospitalità dei sardi è una filosofia di vita, un modo di essere, un codice comportamentale, una cosa estremamente seria.  In questi 4 giorni abbiamo parlato il linguaggio del cibo, abbiamo usato il codice della tradizione gastronomica per capire i luoghi, i tempi, le persone. 



La signora Mariella Pinna ci ha aperto le porte di casa sua a Olmedo, una piccola frazione alle porte di Sassari per raccontarci che cos’è il pane di Olmedo. E’ un pane cerimoniale che si prepara per i matrimoni, battesimi, fidanzamenti ed è riccamente decorato. La sua forma è ovale e viene decorato incidendolo con le minuscole forbicine oppure con i meravigliosi timbri di legno che rendono la superficie di questo pane simile a un merletto o a una tela di filagrana. Successivamente vengono applicate le figurine di pasta a forma di fiore, uccelli o frutta, tutti con chiaro messaggio simbolico. Servono da centrotavola oppure vengono regalati come bomboniere. Nella minuscola chiesa romanica di Olmedo la Pro Loco espone ogni anno il Presepe di pane interamente preparato dalle mani di signora Mariella e altre donne-artiste di Olmedo sperando di far rinascere la tradizione della preparazione dei pani cerimoniali in questa parte della Sardegna coinvolgendo le ragazze giovani...le donne Sarde non si fermano mai !




Non si ferma mai neanche Piero Delogu che ci ha deliziato con i vini della tenuta di famiglia nei pressi di Alghero durante il primo dei tanti, tantissimi e buonissimi pranzi che ci sono stati offerti durante il nostro blogtour in Sardegna che si è svolto pochi giorni prima di Natale. E’ lui stesso che organizza il lavoro nelle vigne e se ne occupa in prima persona. Secondo lui, un buon vino è la combinazione di alcuni elementi essenziali come l’uomo, la terra e il tempo. E infatti, i tre vini che abbiamo assaggiato non a caso si chiamano Ego, Geo e Die. Io personalmente ho adorato Geo, con il suo colore rosso intenso e il sentore dei frutti rossi che accompagnava meravigliosamente i formaggi semistagionati, ma anche il Die, il vermentino moderno e brioso.

Per la prima volta ho assaggiato i ricci crudi con il loro  retrogusto del mare e la bottarga quasi morbida che non sapeva solo di sale...un culatello meraviglioso che si scioglieva in bocca e i carciofi crudi morbidissimi...grazie !








E poi Pierangelo Monzitta del caseificio Monzitta e Fiori...

La storia della sua azienda è anche la storia della sua vita. E’ il frutto di una scelta coraggiosa, quella di prelevare l’azienda in un momento particolare e di giocare tutto su una carta sola – quella della qualità. Pierangelo fa i formaggi solo ed esclusivamente dal latte delle sue pecore che vivono allo stato brado, nutrendosi di sole erbe spontanee e prati polifiti per quasi intero anno visto il clima particolarmente mite. Durante 2-3 mesi quando l’erba nei prati manca alle pecore viene dato il fieno prodotto da loro. Nel caseificio letteralmente candido la mattina presto il latte viene lavorato a crudo e i formaggi che Pierangelo ottiene profumano davvero di erba, di fiori e di sale che i venti riescono a portare lassù fino a Tula, più precisamente fino alla regione che si chiama Logudoro (Posto d’oro). Sono quasi pastosi e si sciolgono in bocca. Penso che solo persone buone, umili e oneste siano capaci di produrre i prodotti di qualità superiore. Una bellissima storia di Pierangelo e di sua moglie, una storia di amore, fiducia e tenacia...



Dopo la chiaccherata con Pierangelo ci aspettano le sorelle Elena e Laura che da 9 anni gestiscono un bellissimo agriturismo, Pedru Caddu.  Sono persone molto riservate ma la loro apparente timidezza non riesce a nascondere una grandissima passione per la cucina. La loro è una cucina estremamente semplice però ogni piatto, ogni portata  ma anche una semplice insalata sono pensate  con un’erba aromatica particolare, un condimento o un ingrediente studiato ad hoc. Il miele di lavanda sulla lattuga, il finocchietto selvatico e il prezzemolo nella zuppa di pane carasau e provola (un’esplosione di gusti e di profumi), il limone sulla carne di agnello,  l’alloro in mezzo agli spiedini di fegatini morbidissimi, la buccia d’arancia nelle fritelline di ricotta e le treccine doppie di una pasta particolarissima fatta con lo strutto, fritta e poi passata nel miele...e poi le panadas : i pasticcini ripieni di carne di maiale aromatizzata e chiusi a scrigno che sembrano scatolette di legno pregiato con la patina dorata ! Sono semplicemente meravigliosi e si capisce che il ripieno che nascondono deve per forza essere altrettanto buono e infatti, lo è. CI conquista con la morbidezza e l'armonia dei profumi e dei sapori. Sembra facile chiuderli ma bisogna conoscere il giusto movimento delle dita che prendono due lembi di pasta e li piegano creando un bellissimo bordino ondulato.Giovanni Fancello, il gastronomo sardo e gran conoscitore della sua terra e delle sue tradizioni gastronomiche nonché l'abile cuoco ci ha mostrato il gesto delle dita ma non so quante panadas bosogna chiudere per acquisire la scioltezza del gesto...oppure quante zie e nonne bisognava aver osservato per impararlo ! Dovrei tornare in Sardegna, lo so. Ci sono tantissime cose da approfondire.






La cucina sarda è molto semplice e si basa sul utilizzo degli ingredienti locali freschissimi di qualità eccellente ma anche sulla manualità degna di alta oreficeria. Non si può rimanere indifferenti davanti a tanta semplicità che porta dentro di se tutt'altro. La bellezza è proprio nelle cose semplici ed è la prima cosa che le mie amiche blogger ed io abbiamo toccato con le mani, con gli occhi e con i cuori.
La prima sera andiamo a letto felici con la mente piena di nuove esperienze, volti, voci, suoni e profumi ma ignari di quante altre cose avremmo imparato e vissuto nei tre giorni a venire.